Il caffè marocchino rappresenta una delle specialità più apprezzate nei bar italiani, soprattutto nel Nord Italia. Questa bevanda, dall’aspetto elegante e dal gusto avvolgente, unisce la forza del caffè espresso con la dolcezza del cacao e la morbidezza del latte montato, offrendo un’esperienza gustativa unica e ricca di storia.
Origini e diffusione del caffè marocchino
Il marocchino nasce ad Alessandria, in Piemonte, a metà del Novecento, precisamente nello storico Caffè Carpano situato di fronte alla celebre fabbrica di cappelli Borsalino. La sua origine è legata alla tradizione piemontese e si colloca come una derivazione del “bicerin”, una bevanda tipica torinese a base di caffè, cioccolata calda e panna. Tuttavia, il marocchino si distingue per la sua preparazione più semplice e per l’uso del cacao in polvere al posto della cioccolata calda.
Il nome “marocchino” deriva dal colore della bevanda, che ricorda quello di un particolare tipo di pelle di cuoio usata negli anni Trenta in Marocco per le fasce dei cappelli. Questa sfumatura marrone chiaro, simile al colore del marocchino, ha ispirato il nome della bevanda e ha contribuito a renderla riconoscibile e iconica.
Oggi il caffè marocchino è diffuso in tutta Italia, specialmente nelle regioni settentrionali, dove viene servito nei bar in piccoli bicchieri di vetro, che ne esaltano la stratificazione cromatica e la presentazione elegante.
Preparazione e varianti del marocchino
La preparazione del marocchino si basa su tre ingredienti fondamentali: un espresso, il cacao in polvere e il latte montato a crema. Tradizionalmente, il bicchiere viene prima spolverato con cacao in polvere, poi si aggiunge uno strato di latte montato e infine si versa l’espresso, completando con un’ulteriore spolverata di cacao sulla superficie.
Questa sequenza crea un gioco di strati visivamente invitante e un equilibrio di sapori perfetto tra l’amaro del caffè, il dolce e il vellutato del latte e la nota intensa del cacao. In alcune varianti regionali, specialmente nel Nord Italia, si aggiunge anche del cioccolato caldo più denso o, in città come Alba, la patria della Ferrero, si usa persino la Nutella per arricchire ulteriormente la bevanda.
Nonostante la sua semplicità, esistono molteplici varianti del caffè marocchino che possono includere un espresso ristretto per un gusto più intenso o l’uso di latte di diversa densità per modificare la cremosità finale. Tuttavia, la ricetta base rimane fedele al suo spirito originale, derivato dal bicerin ma con un carattere più moderno e accessibile.
Il marocchino nel contesto culturale italiano
Il caffè marocchino non è solo una bevanda, ma anche un simbolo culturale che riflette la tradizione e l’innovazione della cultura del caffè in Italia. Nato in Piemonte, una regione nota per la sua ricca storia gastronomica, il marocchino rappresenta l’evoluzione delle bevande a base di caffè e cioccolato, capaci di soddisfare palati esigenti e di diventare un momento di piacere quotidiano.
Nel panorama italiano, il marocchino si colloca accanto ad altre famose bevande come l’espresso, il cappuccino e il bicerin, offrendo una scelta ulteriore per chi desidera un caffè dal sapore più dolce e complesso senza rinunciare alla tradizione espresso italiana.
La sua diffusione in tutta Italia testimonia il gradimento e la versatilità di questa bevanda, che si adatta sia a una colazione veloce che a una pausa pomeridiana raffinata.
In sintesi, il caffè marocchino è un perfetto equilibrio tra la forza dell’espresso e la dolcezza del cacao, unito alla morbidezza del latte montato, che rende questa bevanda un classico intramontabile del patrimonio enogastronomico italiano.








